18.5.10

Commissione: per Fatina_Chicca

Dedicato a Fatina_Chicca, una nostra affezionata lettrice che ci ha chiesto di farla diventare una Fairy Cop.
Continua a seguirci! ;)
A Fairy Cop version of Fatina_Chicca, one of our loving female fans.

12.5.10

Tutorial colorazione Photoshop con Ohi-Ling (2° parte)

Continua il tutorial di colorazione con Ohi-Ling. Click qui per la prima parte!

Continuo a lavorare per dare forma e volume all'illustrazione. Ai vestiti do una semplice sfumatura lineare leggera, schiarendoli nella direzione da cui proviene la luce, mentre in altre aree dove ho volumi più tondi, ad esempio sulle calze, passo con un pennello in modalità Schiarisci. Creo anche dei riflessi netti sulle aree di plastica o metallo, utilizzando il lazo o la penna e creando selezioni con sfumatura 0 pixel, poiché questi materiali riflettono una forte alternanza di luce e ombra.
Una volta che ho dato a ogni elemento un volume attraverso il pennello o una sfumatura di colore, considero conclusa la fase delle sfumature.


Creo ora un nuovo livello in Moltiplica, tra le sfumature e il disegno, e su di esso do le ombre nette, scegliendo un colore che si adatta all'immagine (per Fairy Cops in genere uso un viola chiaro) e mantenendo l'opacità attorno al 60%, in modo che le ombre non coprano le sfumature. Ancora una volta uso tutte le armi che Photoshop mi mette a disposizione, soprattutto pennello a mano libera e tracciati vettoriali. In questo caso specifico l'illustrazione ha già dei volumi creati attraverso le sfumature e non ha molto bisogno di ombre proprie, ma faccio comunque attenzione ad aggiungere delle ombre portate ovunque servano, specialmente sul sedere dove la gonna si solleva e sotto alla mascella.

Approfondimento: Ombre proprie e ombre portate
Nell'illustrazione in generale, si distinguono due tipi di ombre. Le ombre cosiddette proprie costituiscono le parti scure del soggetto, contrapposte alle parti in luce, e dipendono in senso stretto dai volumi del soggetto stesso. Ad esempio, se osserviamo una sfera con una fonte di luce puntata da un lato, noteremo che dalla parte opposta si forma un'ombra graduale per via della rotondità. Le ombre proprie, infatti, sono in genere più soffici. Un'ombra portata invece è una zona d'ombra più netta, proiettata da un oggetto illuminato su di un altro oggetto. Se ad esempio immaginiamo di bloccare parzialmente la fonte di luce con un foglio di carta, vedremo la sua ombra proiettarsi sulla superficie della sfera seguendo la sua curvatura.
Nel disegno di sintesi, spesso tutte le ombre si approssimano ad aree nette. Per distinguere meglio quelle proprie da quelle portate, si possono fare su due livelli diversi, mettendo sempre le ombre portate sopra quelle proprie.

Ora il disegno è ombreggiato; qui si è trattato di un lavoro tutto sommato minore, ma in altri casi può rivestire un'importanza fondamentale.
Per bilanciare le ombre creo, sopra il livello delle ombre, un altro livello in modalità Luce Intensa e do una controluce azzurra su tutta la figura. Le doppie luci creano contrasto e contribuiscono a far spiccare i soggetti rispetto allo sfondo, per cui si usano spesso in illustrazione.


Ho quasi finito, ma voglio aggiungere qualche effetto che renda l'immagine più attraente.
Vado sul livello del disegno, che come ricorderete abbiamo precedentemente scontornato, e metto a frutto il lavoro iniziale. Blocco i pixel trasparenti con l'apposito pulsante della palette livelli, dopodiché
con un pennello duro (senza variazione opacità) e un colore rosa ripasso i contorni delle alucce, per renderle più eteree (come certamente saprete da fanatici di Fairy Cops quali siete, sono olografiche! ;). Ripasso anche la mano del robottino per dare un senso di movimento e le goccioline di sudore.


Trucco: outline a colori separate dal disegno
In realtà, quella di ripassare direttamente lo scontorno è una cosa che di solito non faccio. Quando lavoro preferisco sempre mantenere l'integrità degli elementi strutturali, quali ad esempio il disegno, evitando di contaminarlo col colore. Mantenendo gli elementi separati (disegno, colore, ombre ecc.) la struttura interna del file resta corretta e ordinata e mi consente di lavorare più agevolmente. Una trattazione tecnica approfondita dell'argomento va al di là degli obbiettivi di questo tutorial, comunque ecco un suggerimento: quando vogliamo colorare un'outline, invece di andare col colore direttamente sul disegno, creiamo un nuovo livello sopra al disegno e poi carichiamo come selezione il disegno stesso (CTRL + clic sull'icona del livello). Quindi, nascondiamo la selezione con CTRL + H affinché non ci disturbi. Ora potremo ripassare le linee col pennello, ma su un livello indipendente! Questo stratagemma ci consentirà di mantenere intatto il disegno e di avere le outline a colori su un livello che potremo manipolare più facilmente. C'è anche un modo per spostarlo al di sotto del disegno, ma non vorrei dilungarmi, per cui se a qualcuno interessa può chiedermi i dettagli nei commenti.


Per finire, creo sopra al disegno un livello in Scolora e con un pennello morbido a bassa opacità do dei leggeri glow ovunque ce ne sia bisogno: sulle ali, sul bracciale, sul robottino ecc. Attenzione, non sempre il bianco è la scelta migliore, a volte un colore chiaro e saturo è più interessante.



Ohi-Ling è finita, ma resta sprecata su un anonimo sfondo rosa; per cui, mi faccio un giretto su internet e vedo se riesco a rimediare qualcosa di interessante da appiccicare sulla tela per dare risalto al mio soggetto. Ovviamente avrei anche potuto spremermi io stesso per creare qualche elemento grafico, ma essendo notoriamente pigro, non ho voglia di sbattermi troppo e cerco un modo per spicciarmela alla svelta :) e in fondo perché no? Il mestiere del colorista, a volte, è fatto anche di piccoli espedienti per risparmiare tempo.


Rimedio un paio di pattern che mi stuzzicano; faccio qualche prova, prima con uno, poi con l'altro, e infine decido che mi piacciono tutti e due, così provo a combinarli. Gioco con tonalità e saturazione, modalità di fusione e trasparenza dei livelli, andando assolutamente a casaccio, finché non trovo un risultato che mi soddisfi. Lascio comunque sotto la tela rosa, che fa da colore di base. Alla fine applico ai rametti un'opacità del 25% e gli metto sopra i pallini, con un'opacità del 30%, in modalità Tonalità. Ecco cosa salta fuori:


Tuttavia, non sono ancora soddisfatto. Lo sfondo è carino, ma Ohi-Ling sembra perdersi, ci vuole qualcosa che accentri di più l'attenzione su di lei. Perché non una bella cornice? Nelle pinup senza sfondo, è spesso una soluzione che funziona.
Mi rivolgo ancora una volta a internet e trovo un simpatico pattern a lumachine che sembra fatto apposta per le mie necessità.


Per prima cosa apro quest'immagine in Photoshop, la seleziono tutta (CTRL + A) e ne faccio un pattern usando il comando Modifica/Definisci pattern. Ora le lumachine fanno parte della libreria di pattern caricata in questa sessione di Photoshop e potrò utilizzarla per effetti di riempimento.
Per creare la cornice, traccio un rettangolo vettoriale sotto Ohi-Ling e aprendo la finestra Stile livello gli applico le lumache come effetto pattern, e aggiungo una sovrapposizione sfumatura arancio-azzurra romboidale. Imposto anche l'opacità al 70%, per dare una leggera contaminazione con lo sfondo sottostante. Creo anche un bordo, con gli angoli smussati, sopra al pattern lumachine. Ed ecco il risultato:


Bene, abbiamo finito, ma voglio dare un ultimo tocco di classe! Per richiamare il tema delle lumachine dello sfondo, rimedio un piccolo tatuaggio a forma di lumaca e lo appiccico sulla pelle di Ohi, appena sopra il sedere. Questa clipart si fonde bene su un livello Scurisci 80%. Per adattarlo alla forma del corpo, uso la trasformazione libera.


Non è un amore? ;)
Stavolta abbiamo proprio finito! Torniamo quindi alla nostra immagine finale, o per meglio dire, iniziale.


E anche per oggi è tutto... commenti? Domande? Fatemi sapere! Alla prossima!

Tutorial colorazione Photoshop con Ohi-Ling (1° parte)

Da tempo ormai volevo realizzare un tutorial sulla colorazione di Fairy Cops. Approfitto quindi di questa pinup inedita della nostra Ohi-Ling per illustrarvi, passo passo, il procedimento seguito per realizzarla. Il tutorial è adatto soprattutto a chi è agli inizi nel campo della colorazione digitale e ne padroneggia i rudimenti. Ovviamente le tecniche qui esposte fanno solo parte del mio metodo personale (anche se molte sono quelle generalmente usate), quindi prendetele solo come suggerimenti da cui partire per sperimentare voi stessi!



Per iniziare una piccola anticipazione: il "dildo vivente" che... ehm, tenta la fuga in questa immagine è un robottino che comparirà nei prossimi episodi di Fairy Cops :) Resisti, piccolino, e sappi che in molti vorrebbero essere al tuo posto! ;)))

Allora, veniamo a noi... i miei strumenti di lavoro sono Photoshop CS4 e una tavoletta Wacom Intuos4, ma una qualunque tavoletta grafica sensibile alla pressione e una versione di Photoshop dal CS in poi va più che bene.

Per prima cosa, partire da una buona immagine facilita il lavoro, perché agevola l'uso di secchiello e bacchetta magica nella fase di stesura delle basi. Questi strumenti automatici, infatti, sono più efficaci quando trovano bordi netti, e questo significa che noi lavoriamo più in fretta e con meno fatica. Personalmente preferisco lavorare sempre con una lineart il più possibile pulita e chiara, quindi scansiono il disegno inchiostrato in scala di grigi a 600 dpi, dopodiché volendo posso ridurlo a 300 per ottenere un'immagine meno pesante da elaborare. Ricordate che più alta è la risoluzione dell'immagine, più il peso di ogni layer ne aumenterà esponenzialmente le dimensioni, quindi occhio a mantenere un buon rapporto risoluzione/numero di livelli!
Una volta digitalizzata l'immagine, vado a pulirla da ogni traccia di sporco con Immagine/Livelli (basta giocare un po' con gli sliders) e se necessario anche a mano con un pennello bianco. Voilà:



Approfondimento: convertire in Bitmap
Se si vuole proprio il massimo della pulizia, è possibile convertire l'immagine in modalità Bitmap (Immagine/Metodo/Bitmap) con Soglia 50%, per poi tornare alla scala di grigi. In questo modo tutti i pixel diverranno o bianchi o neri puri, ma questo produrrà anche una linea scalettata, cioè priva di antialias. La differenza si vede soprattutto a livello microscopico; a livello macroscopico il solo rischio è che la linea sembri più dura, più è alta la risoluzione e meno si vedrà, quindi se l'immagine è molto grande può avere scarsa importanza. In questo caso non ho fatto la bitmap per mantenere la linea il più possibile morbida, dato il soggetto sensuale. Un avvertimento: convertite in bitmap solo se avete un disegno a china o a matita ben pulito e netto, MAI uno con toni di grigio, o i risultati saranno disastrosi! Come vedete infatti dall'immagine qui sotto, i dettagli non abbastanza scuri vengono approssimati al bianco e quindi eliminati.



Ora che ho una lineart pulita su cui lavorare, eseguo la procedura di scontorno con cui elimino tutti i pixel bianchi, isolando il nero su un livello, che posso lasciare in modalità di fusione Normale. Questo è il metodo migliore per colorare immagini di questo tipo, dato che permette di intervenire facilmente sulla lineart. Se non sapete come fare, trovate un ottimo tutorial su Kinart.

Approfondimento: lo scontorno
Esistono diversi metodi per fondere il livello del disegno con quelli del colore. Il più semplice e noto è mettere il disegno in Moltiplica e colorare su un livello sottostante; questo metodo, tuttavia, non è il massimo dato che mantiene delle informazioni inutili (i pixel non neri) che scompaiono solo in apparenza, ma possono interferire col colore andando ad alterarlo; inoltre, rende più macchinoso isolare il disegno nel caso vogliamo lavorarci su. E' consigliabile usarlo solo quando si vuole che il disegno mantenga delle impurità e che queste si fondano col colore. Sconsigliato invece è il metodo che utilizzano alcuni di mettere il disegno in fondo e colorare su una serie di livelli che stanno sopra in Moltiplica: i risultati sono imprevedibili e comunque è strutturalmente scorretto applicare una fusione a livelli di colore che dovrebbero essere solidi e opachi. Il disegno dovrebbe stare sempre sopra al colore, o al massimo insieme, se parliamo di stile pittorico. Scontornare i disegni può sembrare più complicato all'inizio, ma semplifica molte cose nelle fasi successive. Il vantaggio più ovvio lo avremo nel momento in cui vorremo colorare le linee di contorno di certi elementi, come vedremo in seguito.

Scontornata l'immagine, creo una tela bianca con un livello di riempimento (Livello/Nuovo livello di riempimento/Tinta unita, oppure dalla palette Livelli) e lo metto sotto al disegno. In mezzo creo un livello vuoto e lo chiamo "basi". Quindi, converto in RGB (Immagine/Metodo/Colore RGB). Potrei lavorare anche in CMYK, ma a meno che non si debba andare in stampa, vi consiglio di usare l'RGB dato che in CMYK i colori sono meno vibranti.

Trucco: la tela di sfondo
Perché un livello di riempimento invece di un livello bitmap? Perché è una scelta intelligente che ci semplifica la vita. Molti coloristi prendono e riempiono la tela col secchiello senza pensarci troppo, ma i cosiddetti livelli parametrici offrono funzioni che li rendono molto più comodi per certi scopi dei normali livelli bitmap; invece di farci perdere tempo con noiose operazioni manuali, aprono finestre di dialogo che ci consentono di controllarne con estrema precisione il contenuto. In questo caso, un livello di riempimento si rivela particolarmente utile: nel corso della colorazione potremmo aver bisogno di una tinta unita di sfondo diversa dal bianco, per fare contrasto ed evidenziare gli spazi vuoti, o per vedere come si intona un colore dominante in un possibile sfondo. Un livello di riempimento è uno strumento pratico perché basta fare doppio clic sulla sua icona nella palette livelli per cambiare il colore di riempimento, mentre con un livello normale dovremmo scegliere il colore e riempire manualmente, andando per tentativi finché non azzecchiamo quello giusto. Invece, così possiamo vedere l'effetto senza uscire dalla finestra della palette e abbiamo a disposizione tutta la gamma dei colori. Utile, no?



Approfondimento: il profilo di colore
Un profilo di colore è un insieme di istruzioni raccolte in uno standard che dicono a un programma in che modo rendere a schermo e in stampa i colori "virtuali" usati nell'immagine. Ne esistono parecchi, alcuni con rese migliori di altri. Di default, la maggior parte dei programmi di grafica e dei monitor usa un profilo di colore chiamato sRGB, per motivi di compatibilità. Tuttavia non è certo il migliore in circolazione, dato che ha una resa davvero scarsa! Per ottenere un colore più vibrante, andate su Modifica/Impostazioni colore e settate per lo spazio RGB il profilo Adobe RGB (1998). Se possibile, assegnatelo anche al vostro schermo dal pannello di controllo. Non ve ne pentirete...

Sul livello basi, inizio a dare i colori primari, facendo uso dello strumento secchiello ovunque posso, altrimenti bacchetta magica o pennello. Anche la penna può rivelarsi utile per aree complesse, come i capelli. Faccio attenzione ad andare sempre qualche pixel sotto la linea, per far sì che si "fonda" bene col colore. Mi tengo sempre su colori di base scuri, dato che con le sfumature andrò a schiarire verso la luce. Ora il colore quasi "cioccolatoso" della pelle di Ohi-Ling potrà sembrarvi esagerato, ma non è così.


Assicurandomi di star sul livello delle basi, premo CTRL+J e ne creo una copia, che rinomino in "sfumature". Su questo clone potremo dare le rifiniture, ma anche provare, sbagliare e sporcare. Siamo tranquilli, perché abbiamo tenuto da parte le basi che fanno da copia di sicurezza; questo livello, quindi, dovrà assolutamente rimanere vergine, così potremo servircene per selezionare le aree del disegno su cui lavorare grazie ai colori puri, e per copiare e incollare i colori di base originali nel caso qualcosa dovesse andare storto. Se ad esempio sbaglio i capelli e voglio ricominciare da capo, seleziono tale area dalla base, la duplico su un nuovo livello che sposto sopra le sfumature, e quindi lo unisco ad esse per azzerare ogni errore commesso. Una specie di "trapianto", insomma!

Per selezionare un colore specifico con la bacchetta magica, impostiamo la tolleranza molto bassa (0-3) e disattiviamo tutte le altre opzioni; in questo modo si selezionerà soltanto il colore su cui clicchiamo ovunque sia presente nel livello attuale. Una volta che abbiamo selezionato un'area, ad esempio la pelle, ci spostiamo sul livello delle sfumature e con la selezione attiva lavoriamo, senza temere di "sbordare". Per evitare che i bordi della selezione ci disturbino, nascondiamoli pure con CTRL+H.

Usando un pennello morbido (0% durezza, 1% spaziatura, 5-10% opacità e flusso, variazione dimensione, variazione opacità e arrotondamento attivati) inizio pian piano a definire i volumi della pelle, in questo caso la parte che richiede più lavoro, andando sempre a schiarire. Dato che non sono soddisfatto dei campioni originali di Ohi-Ling eseguo varie prove, mescolando vari campioni su diversi livelli finché non trovo la combinazione giusta. Quando la miscela mi piace, unisco questi livelli temporanei e, usando il colore più chiaro che ho impiegato per la pelle, imposto la modalità di fusione del pennello in Scherma Lineare e ripasso molto delicatamente su tutto il corpo, per dare maggiore luminosità alla pelle. Per concludere, aumento l'opacità del pennello al 60% circa e porto la durezza all'80% per dare dei piccoli spot di luce.


Ai capelli applico una sfumatura di blu, per dare una luminosità di base, e faccio la stessa cosa anche per i vestiti. Dove necessario, ad esempio sulle scarpe, vado col pennello a creare dei punti di luce. Quando si fa questo lavoro occorre sempre tenere presente il materiale che si cerca di riprodurre e come esso si comporta quando viene esposto alla luce, per poi trovarne una sintesi. Metallo, pelle, tessuto, gomma ecc. vanno trattati in maniera diversa, guai a usare sempre indiscriminatamente lo stesso pennello, o peggio ancora la letale coppia Scherma/Brucia, il risultato potrà essere solo un lavoro piatto e approssimativo.

I capelli meritano un discorso a parte, spesso sono difficili da gestire. Qui, per i riflessi ho adottato un livello Scolora, e per le ombre uno in Moltiplica.
Campiono il colore di base dei capelli e ne creo una versione molto chiara e luminosa, ma non bianca. Con un pennello duro a pressione penna, vado a dare dei tratti lunghi e morbidi, facendo attenzione a premere poco all'inizio e alla fine, mentre al centro calco di più. Cerco di raccoglierli di più in determinate zone, dato che i riflessi non sono uniformi ma si concentrano in un punto. Per dare più forza, ripasso una seconda volta nei punti più luminosi. Quando sono soddisfatto, per dare più colore ai riflessi, duplico il livello e imposto la copia in Colore Scherma, con opacità 50%; poi creo un altro livello in modalità Luce Intensa e con un pennello sfumato do delle lucentezze azzurre più chiare, molto leggere. Oooh, finalmente dei riflessi da shampoo alle pro-vitamine! :) Sul livello in Moltiplica (che va SOTTO ai riflessi, occhio!) ripeto il procedimento con un colore scuro per creare le ombre, ovviamente in punti alternativi ai riflessi. Quando sono soddisfatto unisco questi livelli alle sfumature e per dare un tocco in più prendo un azzurro chiaro e con un pennello morbido in Scherma Lineare do dei leggerissimi colpi di luce sui riflessi, per intensificarne la luminosità; posso farlo su un livello Sovrapponi, da mettere al di sopra del disegno.

In sintesi, anche se non seguite esattamente questo metodo, non esitate a fare delle prove e ad utilizzare più livelli e varie modalità di fusione finché non ottenete un effetto convincente.

Il tutorial continua nella seconda parte!